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Mani fredde: cause, carenze vitaminiche e cosa fare

Avere le mani fredde in inverno o dopo un’esposizione al gelo è del tutto normale. Quando però questa sensazione diventa costante, presente anche in casa o durante la stagione calda, può indicare che qualcosa nel sistema circolatorio o metabolico non funziona come dovrebbe.

Il corpo regola la temperatura delle estremità attraverso il flusso sanguigno: più sangue arriva alle mani, più queste risultano calde. Quando i vasi si restringono o la circolazione rallenta, le mani diventano fredde al tatto. Questo meccanismo può essere influenzato da condizioni fisiologiche, ambientali o patologiche.

Capire le cause comuni e sapere cosa fare permette di gestire il problema in modo efficace e, quando necessario, di riconoscere segnali che richiedono attenzione medica.

Le cause comuni delle mani fredde

Sindrome di Raynaud

La causa patologica più frequente è la sindrome di Raynaud, una condizione in cui i vasi sanguigni delle dita si restringono eccessivamente in risposta al freddo o allo stress emotivo. Durante un episodio, le dita possono diventare prima bianche, poi blu e infine rosse quando il flusso sanguigno ritorna normale. La sensazione di freddo è accompagnata da intorpidimento o formicolio.

Questa sindrome colpisce più frequentemente le donne tra i 20 e i 50 anni e può presentarsi da sola (forma primaria) o come conseguenza di altre patologie autoimmuni come lupus, artrite reumatoide o sclerodermia (forma secondaria).

Problemi circolatori

Una circolazione sanguigna inefficiente rappresenta un’altra causa comune. L’aterosclerosi, l’accumulo di placche nelle arterie, riduce il flusso di sangue verso le estremità. Anche l’ipertensione e le patologie cardiovascolari possono compromettere la distribuzione del calore corporeo.

Chi fuma subisce un restringimento dei vasi sanguigni che peggiora ulteriormente la circolazione periferica, rendendo mani e piedi cronicamente freddi.

Anemia

Quando il numero di globuli rossi o i livelli di emoglobina scendono sotto la norma, l’organismo fatica a trasportare ossigeno ai tessuti. Questa condizione, chiamata anemia, si manifesta spesso con mani e piedi freddi, accompagnati da stanchezza persistente, pelle pallida e vertigini.

La carenza di ferro è la causa più comune di anemia, ma possono esserci anche deficit di vitamina B12 o acido folico.

Ipotiroidismo

Una tiroide che funziona poco produce quantità insufficienti di ormoni tiroidei, rallentando il metabolismo. Questo si traduce in una minore produzione di calore corporeo e in una maggiore sensibilità al freddo. Le mani fredde si accompagnano a sintomi come aumento di peso, affaticamento, pelle secca e rallentamento mentale.

Diabete e neuropatia periferica

Il diabete mal controllato può danneggiare i nervi delle estremità, causando neuropatia periferica. Questa condizione altera la percezione della temperatura e può far sentire le mani fredde, intorpidite o formicolanti, anche quando la loro temperatura è normale.

Quale vitamina manca quando si ha sempre freddo

La sensazione costante di freddo può essere collegata a specifiche carenze vitaminiche. La vitamina B12 gioca un ruolo fondamentale nella produzione dei globuli rossi: quando manca, si sviluppa anemia che causa mani e piedi freddi.

Anche la carenza di ferro, pur non essendo propriamente una vitamina, è strettamente connessa alla sensazione di freddo perché compromette la capacità del sangue di trasportare ossigeno e calore. Una dieta povera di carne rossa, legumi e verdure a foglia verde può portare a questa condizione.

La vitamina D, sebbene più indirettamente, influenza la circolazione e il sistema immunitario. Livelli bassi di vitamina D sono stati associati a una peggiore regolazione termica e a maggiore sensibilità al freddo.

Altre patologie che causano sensazione di freddo costante

Oltre alle condizioni già citate, diverse altre patologie possono manifestarsi con una sensazione persistente di freddo:

  • Patologie autoimmuni: lupus eritematoso sistemico, sclerodermia e altre malattie autoimmuni danneggiano i vasi sanguigni e compromettono la circolazione periferica
  • Disturbi alimentari: anoressia e bulimia riducono drasticamente le riserve energetiche e la produzione di calore corporeo
  • Insufficienza cardiaca: quando il cuore pompa il sangue in modo inefficace, le estremità ricevono meno flusso sanguigno
  • Malattia arteriosa periferica: il restringimento delle arterie delle gambe e delle braccia limita l’afflusso di sangue alle estremità
  • Effetti collaterali di farmaci: beta-bloccanti, alcuni farmaci per l’emicrania e chemioterapici possono causare vasocostrizione

Cosa fare per le mani sempre fredde

Rimedi pratici immediati

Per alleviare il disagio quotidiano:

  • Indossare guanti termici anche in casa quando necessario
  • Immergere le mani in acqua tiepida (non calda) per qualche minuto
  • Muovere frequentemente le dita per stimolare la circolazione
  • Evitare sbalzi termici bruschi
  • Massaggiare le mani per favorire il flusso sanguigno

Modifiche allo stile di vita

Alcuni cambiamenti duraturi possono migliorare significativamente la situazione:

  • Smettere di fumare: la nicotina restringe i vasi sanguigni e peggiora la circolazione
  • Fare attività fisica regolare: il movimento migliora la circolazione e aiuta il corpo a regolare meglio la temperatura
  • Gestire lo stress: tecniche di rilassamento come yoga o meditazione riducono gli episodi di vasocostrizione legati all’ansia
  • Limitare la caffeina: questa sostanza può restringere i vasi sanguigni in soggetti sensibili

Alimentazione e integrazione

Una dieta ricca di ferro (carne rossa, legumi, spinaci), vitamina B12 (pesce, uova, latticini) e vitamina D può supportare la circolazione e la produzione di globuli rossi. In caso di carenze accertate tramite esami del sangue, il medico può prescrivere integratori specifici.

Quando rivolgersi al medico

È importante consultare un medico quando:

  • Le mani fredde si accompagnano a cambiamenti di colore (bianco, blu, rosso)
  • Compare dolore, ulcere o ferite alle dita che faticano a guarire
  • Il sintomo peggiora progressivamente o limita le attività quotidiane
  • Si manifestano altri sintomi come stanchezza estrema, perdita di peso, palpitazioni

Il medico potrà prescrivere esami specifici per identificare la causa e, se necessario, indirizzare verso trattamenti farmacologici come vasodilatatori, calcio-antagonisti o terapie per la patologia sottostante. Un cardiologo o un angiologo possono valutare lo stato della circolazione, mentre un consulto presso il centro analisi permette di verificare eventuali carenze nutrizionali o disfunzioni tiroidee.