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Tampone auricolare: cos’è, come si fa e quando serve

Il tampone auricolare è un esame microbiologico semplice e non invasivo che permette di identificare la presenza di batteri o funghi all’interno del condotto uditivo. Viene prescritto principalmente quando si sospetta un’infezione dell’orecchio, soprattutto nei casi di otiti persistenti, secrezioni anomale o sintomi che non rispondono ai trattamenti antibiotici standard.

Questo test diagnostico si rivela particolarmente utile per individuare l’esatto microrganismo responsabile dell’infezione, evitando l’uso inappropriato di farmaci e orientando il medico verso la terapia più efficace. La rapidità e la semplicità dell’esame lo rendono uno strumento diagnostico di prima scelta in ambito otorinolaringoiatrico.

Perché si fa il tampone auricolare?

Il medico prescrive un tampone auricolare principalmente per diagnosticare infezioni dell’orecchio esterno o medio che presentano caratteristiche sospette o resistenti al trattamento. Le situazioni più comuni includono:

  • Otiti ricorrenti che non si risolvono con le terapie antibiotiche convenzionali
  • Presenza di secrezioni maleodoranti dal condotto uditivo (otorrea)
  • Prurito persistente, dolore o sensazione di orecchio tappato
  • Sospetta infezione da batteri resistenti agli antibiotici
  • Otomicosi, ovvero infezioni fungine dell’orecchio

Nei bambini con otiti medie ricorrenti, l’esame aiuta a identificare patogeni specifici come Streptococcus pneumoniae o Haemophilus influenzae. Negli adulti, soprattutto in chi frequenta piscine o ambienti umidi, è comune rilevare Pseudomonas aeruginosa, batterio particolarmente resistente.

L’esame diventa indispensabile quando le infezioni si cronicizzano o quando il paziente presenta condizioni che abbassano le difese immunitarie, rendendo più probabile la presenza di microrganismi opportunisti.

Come si fa un tampone auricolare?

La procedura del tampone auricolare è estremamente semplice e si completa in pochi minuti. Il medico o il tecnico di laboratorio utilizza un bastoncino sterile dotato di un piccolo tampone cotonato all’estremità, simile a un cotton fioc ma più lungo e sottile.

Il paziente viene fatto sedere con la testa leggermente inclinata per favorire l’accesso al condotto uditivo. Il prelevatore inserisce delicatamente il tampone nell’orecchio esterno, evitando accuratamente il contatto con il timpano, e lo ruota alcune volte per raccogliere il materiale presente sulle pareti del condotto. Il tampone viene poi inserito in un contenitore sterile e inviato al laboratorio di microbiologia.

Non è richiesta alcuna preparazione specifica prima dell’esame. Tuttavia, è consigliabile evitare l’applicazione di gocce auricolari antibiotiche o antinfiammatorie nei 2-3 giorni precedenti, salvo diversa indicazione del medico curante, per non alterare i risultati dell’analisi.

Il tampone auricolare fa male?

L’esecuzione del tampone auricolare non provoca dolore. La maggior parte dei pazienti riferisce al massimo un leggero fastidio o una sensazione di solletico durante il prelievo. Nei casi di otite acuta con forte infiammazione del condotto, può esserci una sensibilità maggiore, ma il disagio rimane comunque minimo e molto breve.

Nei bambini piccoli, la procedura può risultare più difficile per la scarsa collaborazione, ma rimane comunque indolore. È importante che il prelievo venga eseguito da personale esperto per garantire la massima delicatezza e l’affidabilità del campione.

Tampone auricolare con antibiogramma: a cosa serve

Dopo il prelievo, il campione viene analizzato in laboratorio per identificare i microrganismi presenti. La prima fase consiste nell’esame colturale, che permette di far crescere batteri o funghi in condizioni controllate e di riconoscerli.

Quando viene rilevata la presenza di batteri, si procede con l’antibiogramma, un test che valuta la sensibilità del microrganismo ai diversi antibiotici disponibili. Questo passaggio è fondamentale perché permette di individuare quale farmaco sarà più efficace contro quel particolare ceppo batterico.

L’antibiogramma evidenzia quali antibiotici sono in grado di bloccare la crescita del batterio (risultato “sensibile”) e quali invece risultano inefficaci (risultato “resistente”). Il medico può così prescrivere una terapia mirata, aumentando le probabilità di guarigione e riducendo il rischio di sviluppare resistenze antibiotiche.

Nel caso di infezioni fungine, viene eseguito l’antimicogramma, che funziona in modo analogo ma valuta l’efficacia dei farmaci antifungini.

Cosa significa un risultato negativo al tampone auricolare?

Un risultato negativo al tampone auricolare indica che l’esame non ha rilevato la presenza di batteri o funghi patogeni nel campione prelevato. Questo esito può avere diverse interpretazioni.

In alcuni casi, significa che l’infezione sospettata non ha origine batterica o fungina, ma potrebbe essere di natura virale. Le otiti virali, infatti, non rispondono agli antibiotici e richiedono un approccio terapeutico diverso.

Un risultato negativo può anche dipendere da fattori tecnici: se il paziente ha già iniziato una terapia antibiotica prima del prelievo, i farmaci potrebbero aver ridotto la carica batterica rendendo difficile l’isolamento del microrganismo. Analogamente, un prelievo eseguito in modo non ottimale o un campione conservato male potrebbero alterare l’esito.

In presenza di sintomi persistenti e tampone negativo, il medico potrebbe richiedere ulteriori accertamenti o valutare cause non infettive dei disturbi auricolari.

Dove fare il tampone auricolare e quanto costa

Presso il Centro Santagostino Garbatella, i costi per il tampone auricolare e le prestazioni correlate variano in base alla tipologia di esame e sono indicativi.

Tampone colturale auricolare con antibiogramma: si tratta del tampone che ricerca batteri nell’orecchio e, se presenti, include anche l’antibiogramma per testare la sensibilità ai farmaci; il costo parte da 45 €.

Tampone colturale auricolare con antibiogramma – con infermiere: stessa prestazione batteriologica, ma eseguita con supporto dell’infermiere per il prelievo; anche in questo caso il prezzo parte da 45 €.

Tampone colturale auricolare per ricerca lieviti con antimicogramma: impiegato per identificare funghi/lieviti e testare la sensibilità agli antimicotici; la tariffa parte da 65 €.

Tampone colturale auricolare per ricerca lieviti con antimicogramma – con infermiere: versione con prelievo eseguito da infermiere, con costo indicativo da circa 45 €.

Questi importi rappresentano tariffe minime indicative per ciascuna prestazione e possono variare a seconda del centro, eventuali aggiornamenti tariffari o personalizzazioni al momento della prenotazione.

Per informazioni specifiche su disponibilità, costi e modalità di accesso, è consigliabile contattare direttamente la struttura prescelta o consultare la sezione dedicata agli esami di laboratorio. Per una visita otorinolaringoiatrica completa che includa la prescrizione e l’interpretazione del tampone auricolare, è possibile prenotare un appuntamento presso il reparto di otorinolaringoiatria.