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Celiachia: sintomi, diagnosi e dieta senza glutine

La celiachia rappresenta una delle patologie croniche più diffuse in Italia, con circa 600.000 persone interessate secondo le stime più recenti. Nonostante la crescente attenzione verso questa condizione, molti casi rimangono ancora non diagnosticati, specialmente quando i sintomi sono atipici o completamente assenti.

Comprendere questa malattia autoimmune è fondamentale non solo per chi ne soffre, ma anche per i familiari e per chiunque voglia adottare scelte alimentari consapevoli. In questo articolo scoprirai cos’è la celiachia, come riconoscerla, quali conseguenze comporta se non trattata e come gestirla attraverso l’alimentazione.

Cos’è la celiachia

La celiachia è una malattia autoimmune permanente scatenata dall’ingestione di glutine in soggetti geneticamente predisposti. Il glutine è un complesso proteico presente in cereali come frumento, orzo e segale. Quando una persona celiaca consuma glutine, il sistema immunitario reagisce attaccando i villi intestinali, le minuscole strutture che rivestono l’intestino tenue e permettono l’assorbimento dei nutrienti.

Questa reazione immunitaria causa un’infiammazione cronica che progressivamente appiattisce i villi intestinali, compromettendo la capacità dell’organismo di assorbire vitamine, minerali e altri nutrienti essenziali. Si tratta di una condizione che può manifestarsi a qualsiasi età, dallo svezzamento fino all’età adulta.

In Italia la prevalenza si aggira intorno all’1% della popolazione, ma recenti screening condotti dall’Istituto Superiore di Sanità hanno rilevato che il 2,8% dei bambini risulta positivo, suggerendo un possibile incremento rispetto alle stime precedenti. La celiachia è una delle due malattie croniche più comuni nell’età pediatrica insieme al diabete di tipo 1.

Quali sono i sintomi di un celiaco?

I sintomi della celiachia variano notevolmente da persona a persona e non sempre coinvolgono l’apparato digerente. Questa variabilità rende spesso complessa la diagnosi, soprattutto nelle forme atipiche o silenti.

I sintomi gastrointestinali classici includono:

  • diarrea cronica o episodi ricorrenti
  • dolore e crampi addominali
  • gonfiore e meteorismo
  • perdita di peso involontaria
  • nausea e vomito.

Nei bambini può manifestarsi anche un ritardo della crescita, irritabilità e un addome particolarmente gonfio.

Tuttavia, molte persone celiache presentano sintomi extraintestinali che possono apparire scollegati dal problema digestivo:

  • anemia da carenza di ferro resistente ai trattamenti
  • stanchezza cronica e astenia
  • osteoporosi o osteopenia
  • dermatite erpetiforme (eruzioni cutanee pruriginose)
  • afte orali ricorrenti
  • alterazioni dello smalto dentale
  • sintomi neurologici come atassia o formicolio
  • problemi di fertilità o aborti ripetuti
  • cefalea persistente.

In alcuni casi la celiachia è del tutto asintomatica e viene scoperta solo attraverso screening mirati, ad esempio in presenza di familiari celiaci o di altre malattie autoimmuni associate.

Le conseguenze della celiachia non trattata

Quando la celiachia non viene diagnosticata o la dieta senza glutine non viene seguita correttamente, le conseguenze possono essere significative. Il malassorbimento prolungato di nutrienti espone a diverse complicanze.

A livello nutrizionale, la carenza di ferro provoca anemia, mentre il ridotto assorbimento di calcio e vitamina D aumenta il rischio di osteoporosi anche in giovane età. La carenza di acido folico può causare problemi neurologici e durante la gravidanza aumenta il rischio di difetti del tubo neurale nel feto.

Le complicanze a lungo termine includono un aumentato rischio di sviluppare altre malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto, il diabete di tipo 1 o l’artrite reumatoide. In casi rari, la celiachia non controllata può evolvere verso forme più gravi come la celiachia refrattaria o, seppur raramente, linfomi intestinali.

Nei bambini, il mancato trattamento può compromettere la crescita e lo sviluppo puberale, causando ritardi che potrebbero non essere completamente recuperabili. A livello psicologico, i sintomi cronici possono impattare sulla qualità della vita, causando affaticamento, difficoltà di concentrazione e disturbi dell’umore.

Come si fa a sapere se si è celiaci?

La diagnosi di celiachia richiede un approccio medico strutturato e non deve mai basarsi sull’autodiagnosi o sull’eliminazione autonoma del glutine dalla dieta, perché questo renderebbe i test diagnostici meno accurati.

Il percorso diagnostico inizia con esami del sangue che ricercano specifici anticorpi:

  • Anticorpi anti-transglutaminasi tissutale (anti-tTG)
  • Anticorpi anti-endomisio (EMA)
  • Anticorpi anti-gliadina deamidata (DGP), particolarmente utili nei bambini piccoli

Se i test sierologici risultano positivi, è necessaria una gastroscopia con biopsie multiple del duodeno per confermare il danno ai villi intestinali. L’esame istologico valuta il grado di atrofia villare secondo specifiche classificazioni.

È fondamentale che al momento degli esami la persona stia ancora consumando glutine, altrimenti i risultati potrebbero essere falsamente negativi. Per questo motivo è importante consultare uno specialista gastroenterologo prima di modificare la propria alimentazione.

In alcuni casi selezionati, possono essere utili test genetici per verificare la presenza degli aplotipi HLA-DQ2 e HLA-DQ8, che rappresentano una predisposizione genetica necessaria ma non sufficiente per sviluppare la malattia.

Cosa mangiare con la celiachia

L’unica terapia attualmente disponibile per la celiachia consiste in una dieta rigorosamente priva di glutine da seguire per tutta la vita. Questa dieta permette la rigenerazione dei villi intestinali e la risoluzione dei sintomi, generalmente nell’arco di alcune settimane o mesi.

Categoria alimentareAlimenti
Cereali da evitareFrumento e derivati, orzo e malto d’orzo, segale, farro, kamut, triticale
Cereali senza glutineRiso, mais, quinoa, grano saraceno, miglio, amaranto
Proteine permesseCarne, pesce, uova
Latticini permessiLatte e latticini naturali
Altri alimenti permessiLegumi, frutta e verdura fresche, patate

Molti prodotti industriali possono contenere glutine nascosto come addensante o aromatizzante. Per questo è essenziale leggere attentamente le etichette e privilegiare prodotti certificati senza glutine, riconoscibili dal simbolo della spiga barrata.

L’Associazione Italiana Celiachia fornisce strumenti utili come il Prontuario degli Alimenti e l’app AIC Mobile per verificare l’idoneità dei prodotti. Nei ristoranti è importante informarsi sulle modalità di preparazione per evitare contaminazioni crociate.

Per strutturare un piano alimentare equilibrato e personalizzato, può essere utile rivolgersi a un nutrizionista esperto in celiachia.

Quanti anni vive un celiaco?

Una domanda frequente riguarda l’aspettativa di vita delle persone celiache. La buona notizia è che i celiaci che seguono correttamente la dieta senza glutine hanno un’aspettativa di vita del tutto paragonabile a quella della popolazione generale.

Gli studi scientifici hanno dimostrato che aderire rigorosamente alla dieta priva di glutine normalizza il rischio di complicanze e permette una vita lunga e in salute. Al contrario, chi non segue la dieta o riceve una diagnosi tardiva può avere un lievemente aumentato rischio di complicanze a lungo termine.

La qualità della vita dipende principalmente dall’aderenza al trattamento dietetico e dalla consapevolezza nella gestione quotidiana della condizione. Con le crescenti opzioni alimentari disponibili e una maggiore attenzione della ristorazione, oggi è possibile condurre una vita sociale e professionale pienamente soddisfacente senza rinunce significative.

La chiave è un approccio proattivo: diagnosi precoce, dieta rigorosa, controlli periodici e supporto da parte di specialisti e associazioni di pazienti rappresentano gli elementi fondamentali per vivere bene con la celiachia.