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La sincope o perdita della coscienza: cos’è e quando preoccuparsi

La sincope è un evento che può spaventare sia chi lo vive sia chi vi assiste: si tratta di una perdita di coscienza improvvisa e transitoria, seguita da un recupero spontaneo e completo. Sebbene nella maggior parte dei casi si risolva senza conseguenze, è importante comprenderne le caratteristiche, le cause e quando è necessario rivolgersi a un medico.

Questo disturbo è più comune di quanto si pensi e può colpire persone di tutte le età, anche se alcune fasce sono più a rischio. Capire cosa accade durante una sincope e quali meccanismi la scatenano è fondamentale per gestire correttamente l’evento e prevenire possibili complicazioni.

In questo articolo approfondiremo le caratteristiche principali della sincope, i diversi tipi esistenti, le cause che la determinano e i segnali che devono far scattare un campanello d’allarme, aiutandovi a distinguere quando è il caso di preoccuparsi.

Cosa significa avere una sincope?

Avere una sincope significa sperimentare una perdita di coscienza improvvisa, di breve durata, causata da una temporanea riduzione del flusso sanguigno al cervello. Questo deficit di perfusione cerebrale determina un’interruzione momentanea delle funzioni cerebrali, con conseguente perdita del tono posturale e caduta a terra.

L’elemento distintivo della sincope è il recupero spontaneo e completo: la persona riprende conoscenza autonomamente, senza necessità di manovre di rianimazione, generalmente nel giro di pochi secondi o minuti. Durante l’episodio, il soggetto appare pallido, immobile e non risponde agli stimoli esterni.

Che differenza c’è tra svenimento e sincope?

Nel linguaggio comune, i termini “svenimento” e “sincope” vengono spesso utilizzati come sinonimi, e in effetti si riferiscono sostanzialmente allo stesso fenomeno. La sincope è il termine medico preciso che indica la perdita di coscienza transitoria con recupero spontaneo, mentre “svenimento” è l’espressione colloquiale utilizzata per descrivere lo stesso evento.

È importante però distinguere la sincope da altre forme di perdita di coscienza che non rientrano in questa definizione: crisi epilettiche, coma, shock o perdite di coscienza che richiedono interventi di rianimazione sono condizioni diverse che necessitano di valutazioni e trattamenti specifici.

Caratteristiche principali della sincope

La sincope presenta alcune caratteristiche distintive che permettono di riconoscerla e differenziarla da altri disturbi. L’esordio è tipicamente rapido, anche se in molti casi è preceduto da sintomi premonitori chiamati “prodromi”: sensazione di testa vuota, vertigini, sudorazione fredda, nausea, offuscamento della vista, ronzii alle orecchie e sensazione di calore.

La durata della perdita di coscienza è breve, generalmente inferiore ai 20 secondi, raramente superiore al minuto. Il recupero è spontaneo, completo e relativamente rapido, anche se può seguire un periodo di stanchezza, confusione lieve o malessere generale.

Durante l’episodio si verifica una perdita del tono muscolare che causa la caduta, con possibile rischio di traumi. La posizione supina favorisce il ritorno del flusso sanguigno al cervello e accelera il recupero della coscienza.

Quanti tipi di sincope ci sono?

Le sincopi vengono classificate in base al meccanismo che le determina. Esistono tre tipi principali:

Tipo Descrizione
Sincope riflessa o neuromediata Forma più comune e generalmente benigna. Si verifica quando un riflesso inappropriato causa una dilatazione dei vasi sanguigni e/o un rallentamento del battito cardiaco, con conseguente riduzione della pressione arteriosa e del flusso cerebrale
Sincope da ipotensione ortostatica Causata da un’inadeguata regolazione della pressione arteriosa quando si passa dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta. Il sangue ristagna negli arti inferiori e non raggiunge sufficientemente il cervello
Sincope cardiaca Determinata da problemi cardiaci strutturali o da aritmie cardiache. È la forma potenzialmente più pericolosa perché può indicare patologie cardiache serie

Sincope riflessa o neuromediata

È la forma più comune e generalmente benigna. Si verifica quando un riflesso inappropriato causa una dilatazione dei vasi sanguigni e/o un rallentamento del battito cardiaco, con conseguente riduzione della pressione arteriosa e del flusso cerebrale. Include:

  • Sincope vasovagale: la più frequente, scatenata da emozioni intense, dolore, vista del sangue, ambienti caldi e affollati, stazione eretta prolungata
  • Sincope situazionale: legata a circostanze specifiche come tosse, minzione, defecazione, deglutizione
  • Sincope da ipersensibilità del seno carotideo: provocata da stimolazione del collo

Sincope da ipotensione ortostatica

Causata da un’inadeguata regolazione della pressione arteriosa quando si passa dalla posizione sdraiata o seduta a quella eretta. Il sangue ristagna negli arti inferiori e non raggiunge sufficientemente il cervello. Può essere dovuta a disidratazione, farmaci, disturbi del sistema nervoso autonomo o perdite ematiche. La pressione bassa è un fattore che contribuisce a questo tipo di sincope.

Sincope cardiaca

Determinata da problemi cardiaci strutturali o da aritmie cardiache (alterazioni del ritmo cardiaco). È la forma potenzialmente più pericolosa perché può indicare patologie cardiache serie. Le cause includono aritmie ventricolari o sopraventricolari, difetti strutturali delle valvole cardiache, cardiomiopatie, infarto miocardico o embolia polmonare.

Quali sono le cause neurologiche della sincope?

Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, le vere cause neurologiche della sincope sono rare. La sincope è principalmente un problema di natura cardiovascolare o di regolazione della pressione arteriosa, non neurologica.

Tuttavia, alcune condizioni neurologiche possono essere confuse con la sincope o contribuire indirettamente alla sua comparsa. Tra queste troviamo l’epilessia, che però si distingue per caratteristiche specifiche come movimenti tonico-clonici prolungati, confusione post-critica marcata e durata più lunga. Anche attacchi ischemici transitori (TIA) o ictus possono causare perdita di coscienza, ma presentano tipicamente altri sintomi neurologici associati.

Alcune neuropatie autonomiche, che colpiscono il sistema nervoso che regola le funzioni automatiche dell’organismo, possono compromettere la regolazione della pressione arteriosa e favorire sincopi da ipotensione ortostatica.

Quando preoccuparsi

Sebbene molte sincopi siano benigne, esistono situazioni in cui è fondamentale rivolgersi immediatamente a un medico o al pronto soccorso:

  • Sincope durante sforzo fisico o in posizione supina
  • Sincope preceduta da palpitazioni o dolore toracico
  • Sincope in soggetti con cardiopatie note o storia familiare di morte cardiaca improvvisa in giovane età
  • Sincopi ricorrenti e frequenti
  • Traumi significativi conseguenti alla caduta
  • Sincope in età avanzata, soprattutto se associata a altri sintomi
  • Perdita di coscienza senza prodromi (senza sintomi premonitori)
  • Recupero lento o incompleto della coscienza

È inoltre consigliabile una valutazione medica anche quando la sincope si verifica per la prima volta, per escludere cause potenzialmente pericolose e ricevere indicazioni su eventuali accertamenti necessari. Il medico valuterà la storia clinica, eseguirà un esame obiettivo e potrà prescrivere esami come elettrocardiogramma, ecocardiogramma, holter cardiaco o test specifici per identificare la causa e impostare il trattamento più appropriato. In alcuni casi può essere necessaria una visita cardiologica specialistica.