Morbo di Crohn: sintomi da non ignorare, diagnosi e cure possibili
Il morbo di Crohn è una malattia infiammatoria cronica dell’intestino. Alterna fasi di attività a periodi di benessere e spesso compare in giovane età. I primi segnali, come diarrea persistente, dolore addominale e stanchezza, vengono facilmente confusi con disturbi più comuni. Per questo la diagnosi arriva talvolta in ritardo.
Riconoscerlo presto è importante: una terapia mirata riduce le riacutizzazioni, previene le complicanze e permette alla maggior parte delle persone di condurre una vita attiva. In questa guida trovi cos’è la malattia, come si manifesta, come si diagnostica e quali sono le opzioni di cura disponibili oggi.
Cos’è il morbo di Crohn
Il morbo di Crohn, chiamato anche malattia di Crohn, appartiene alle malattie infiammatorie croniche intestinali (MICI), insieme alla colite ulcerosa. Può colpire qualsiasi tratto dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano. La sede più frequente è l’ultima parte dell’intestino tenue (ileo terminale), spesso insieme al primo tratto del colon.
Due caratteristiche lo distinguono:
- Infiammazione transmurale: coinvolge l’intero spessore della parete intestinale, non solo la mucosa.
- Lesioni “a salto”: tratti malati si alternano a segmenti sani.
La malattia esordisce più spesso tra i 15 e i 35 anni, con un secondo picco dopo i 50. Colpisce uomini e donne in misura simile.
Quali sono i primi sintomi del morbo di Crohn?
I sintomi variano in base alla sede e all’intensità dell’infiammazione. I più comuni sono:
- diarrea che dura più di quattro settimane, talvolta notturna;
- dolore e crampi addominali, spesso nella parte bassa a destra;
- stanchezza marcata e febbricola senza causa apparente;
- calo dell’appetito e perdita di peso;
- sangue o muco nelle feci, più frequenti quando è coinvolto il colon;
- afte ricorrenti in bocca;
- dolore, secrezioni o gonfiore nella zona anale, segno di possibili fistole o ascessi.
La malattia può interessare anche altri organi. Si parla di manifestazioni extraintestinali: dolori articolari, infiammazioni oculari (uveite, episclerite), lesioni cutanee come l’eritema nodoso e alterazioni del fegato. Nei bambini e negli adolescenti un segnale tipico è il rallentamento della crescita.
Conviene rivolgersi al medico se un cambiamento delle abitudini intestinali dura più di qualche settimana. Lo stesso vale se compaiono sangue nelle feci, diarrea che sveglia di notte o dimagrimento non intenzionale.
Quali sono le cause?
Le cause precise non sono ancora note. L’ipotesi più accreditata è una risposta immunitaria anomala e persistente contro i batteri della flora intestinale, in persone geneticamente predisposte. Più fattori contribuiscono:
- Genetica: avere un familiare di primo grado con una MICI aumenta il rischio.
- Fumo: è il fattore modificabile più importante. Aumenta la probabilità di ammalarsi, peggiora il decorso e aumenta il ricorso alla chirurgia.
- Microbiota intestinale: nelle persone con Crohn l’equilibrio dei batteri intestinali risulta alterato.
- Ambiente e stile di vita: dieta occidentale, uso frequente di antinfiammatori non steroidei e terapie antibiotiche ripetute possono avere un ruolo.
Il morbo di Crohn non è contagioso. Lo stress non lo causa, anche se può influire sulla percezione dei sintomi.
Come si fa la diagnosi
Non esiste un singolo esame risolutivo. La diagnosi nasce dall’insieme di dati clinici, di laboratorio, endoscopici e radiologici. Il percorso comprende in genere:
| Esame | Dettagli | Scopo |
|---|---|---|
| Esami del sangue | Emocromo, PCR, VES, ferritina, vitamina B12, albumina | Valutare infiammazione, anemia e stato nutrizionale |
| Calprotectina fecale | Marcatore fecale | Distinguere un’infiammazione intestinale da disturbi funzionali come il colon irritabile |
| Esame delle feci | — | Escludere infezioni |
| Colonscopia con ileoscopia e biopsie | Esame chiave | Vedere direttamente le lesioni e analizzare i tessuti |
| Imaging dell’intestino tenue | Entero-RM, ecografia delle anse intestinali, videocapsula endoscopica | Studiare i tratti non raggiungibili con l’endoscopio |
Differenza tra morbo di Crohn e colite ulcerosa
Entrambe sono MICI, ma presentano differenze importanti:
| Caratteristica | Morbo di Crohn | Colite ulcerosa |
|---|---|---|
| Sede | Tutto il tubo digerente | Solo colon e retto |
| Distribuzione dell’infiammazione | A tratti | Continua |
| Profondità dell’infiammazione | Tutta la parete | Limitata alla mucosa |
Fistole, ascessi e stenosi sono tipiche del Crohn.
Il morbo di Crohn si può curare?
Al momento non esiste una cura definitiva. Le terapie attuali permettono però di ottenere una remissione duratura in molti pazienti. L’obiettivo oggi va oltre il controllo dei sintomi: si punta alla guarigione della mucosa, per ridurre il rischio di complicanze nel lungo periodo.
Le principali opzioni sono:
| Classe di farmaci | Esempi | Impiego |
|---|---|---|
| Corticosteroidi | Prednisone, budesonide | Spegnere le fasi acute; non adatti al mantenimento |
| Immunosoppressori | Azatioprina, metotrexato | Mantenere la remissione |
| Farmaci biologici | Anti-TNF (infliximab, adalimumab), vedolizumab, ustekinumab, altri anticorpi più recenti | — |
| Piccole molecole per bocca | Inibitori delle JAK | Casi selezionati |
| Antibiotici | — | Malattia perianale o presenza di ascessi |
Lo specialista gastroenterologo sceglie la terapia in base all’estensione della malattia, alla gravità, alla risposta ai trattamenti precedenti e alle caratteristiche della persona.
Quando serve l’intervento chirurgico
La chirurgia si rende necessaria in una parte dei pazienti nel corso della vita. Le indicazioni principali sono stenosi che non rispondono ai farmaci, fistole complesse, ascessi, occlusione o perforazione intestinale. L’intervento rimuove il tratto malato ma non guarisce la malattia, che può ripresentarsi in altre sedi.
Cosa mangiare con il morbo di Crohn
Non esiste una dieta unica valida per tutti. L’alimentazione va personalizzata, idealmente con un nutrizionista che conosca le MICI. Alcune indicazioni generali:
- nelle fasi attive possono aiutare pasti piccoli e frequenti e una riduzione temporanea delle fibre insolubili;
- in presenza di stenosi è importante limitare gli alimenti molto fibrosi, che potrebbero favorire un’occlusione;
- è utile bere a sufficienza, soprattutto in caso di diarrea;
- vanno monitorate eventuali carenze di ferro, vitamina B12, vitamina D e calcio.
Tenere un diario alimentare aiuta a individuare i cibi che peggiorano i sintomi in modo individuale.
Complicanze e aspettativa di vita
Senza un controllo adeguato, l’infiammazione cronica può causare:
- Stenosi: restringimenti dell’intestino.
- Fistole: comunicazioni anomale tra l’intestino e altri organi o la cute.
- Ascessi: raccolte di pus.
- Malassorbimento: ridotto assorbimento dei nutrienti.
- Tumore del colon: il rischio aumenta quando il colon è coinvolto da molti anni, per cui sono previsti controlli endoscopici periodici.
Con una diagnosi tempestiva e un follow-up regolare, l’aspettativa di vita è sostanzialmente sovrapponibile a quella della popolazione generale. Studio, lavoro, sport e gravidanza restano possibili. La gravidanza va pianificata con lo specialista, scegliendo idealmente una fase di remissione.
Vivere con il morbo di Crohn
Gestire bene la malattia significa seguire la terapia anche quando si sta bene, smettere di fumare e sottoporsi ai controlli programmati. Un rapporto continuativo con un centro o uno specialista dedicato alle MICI permette di intervenire subito in caso di riacutizzazione. Aiuta anche ad aggiornare la cura in base all’evoluzione della malattia e delle terapie disponibili.