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Discromatopsia: cos’è, cause, tipologie e come si diagnostica

La discromatopsia è un’alterazione della visione dei colori: chi ne è affetto percepisce alcune tonalità in modo diverso dalla maggior parte delle persone e fatica a distinguerle tra loro, più spesso nella gamma del rosso e del verde. Nella maggioranza dei casi è presente dalla nascita, non peggiora nel tempo e non riduce la nitidezza della vista, a differenza dei difetti refrattivi come miopia e astigmatismo. Quando invece compare in età adulta va indagata, perché può essere il segnale di una malattia dell’occhio o del nervo ottico.

Cosa significa discromatopsia?

Il termine viene dal greco e indica, alla lettera, una visione difettosa dei colori. Nella retina si trovano i coni, le cellule che permettono di vedere i colori. Ne esistono tre tipi, ciascuno sensibile a una fascia di lunghezze d’onda: lunghe (rosso), medie (verde) e corte (blu). Il cervello ricava ogni sfumatura confrontando i segnali dei tre tipi.

Se uno dei tre funziona in modo anomalo o manca del tutto, il confronto si altera e alcune tonalità diventano indistinguibili. Le forme congenite rosso-verde interessano circa l’8% degli uomini e lo 0,5% delle donne di origine europea.

Qual è la differenza tra discromatopsia e daltonismo?

Nel linguaggio comune i due termini sono usati come sinonimi, ma non coincidono del tutto. Discromatopsia è il termine medico generale e comprende ogni alterazione del senso cromatico, congenita o acquisita. Daltonismo è il nome popolare, che deriva dal nome del chimico inglese John Dalton, il primo a descrivere il proprio difetto a fine Settecento, e in senso stretto indica le forme ereditarie dell’asse rosso-verde.

Un’alterazione dei colori comparsa a sessant’anni per una malattia della retina, per esempio, è una discromatopsia ma non un daltonismo.

Come vede chi ha la discromatopsia?

Non in bianco e nero, come spesso si crede: la cecità totale ai colori, detta acromatopsia, è molto rara. Chi ha una discromatopsia vede un mondo colorato, ma con meno sfumature distinguibili. Le confusioni più tipiche sono queste:

  • nelle forme rosso-verde, rosso, verde, marrone e arancione tendono ad assomigliarsi; lo stesso accade tra viola e blu o tra rosa e grigio
  • nelle forme blu-giallo, più rare, si confondono blu e verde oppure giallo e viola

Nella vita quotidiana le difficoltà emergono in situazioni precise: capire se un frutto è maturo o la carne è cotta, leggere un grafico con la legenda a colori, abbinare i vestiti, distinguere un LED rosso da uno verde. Molte persone lo scoprono da adulte, perché hanno sempre visto così e compensano con altri indizi, come la posizione delle luci del semaforo.

Le tipologie di discromatopsia

La classificazione dipende da quale tipo di cono è coinvolto e da quanto è compromesso.

FormaChe cosa succedeColori coinvolti
Protanomalia e protanopiaConi del rosso alterati oppure assentiRosso-verde, con rossi più scuri
Deuteranomalia e deuteranopiaConi del verde alterati oppure assentiRosso-verde
Tritanomalia e tritanopiaConi del blu alterati oppure assentiBlu-giallo
AcromatopsiaConi non funzionantiTutti: visione in scala di grigi

Le forme che terminano in -anomalia sono le più lievi: il cono c’è ma risponde in modo spostato. Quelle in -anopia sono più marcate, perché un tipo di cono manca.

Le cause: forme congenite e forme acquisite

Le forme congenite dipendono da varianti dei geni che regolano i pigmenti dei coni. I geni del rosso e del verde si trovano sul cromosoma X: per questo il difetto si manifesta soprattutto nei maschi, che hanno un solo cromosoma X, mentre le donne sono più spesso portatrici senza sintomi. Le forme blu-giallo seguono un’altra via ereditaria e colpiscono i due sessi in egual misura. Le discromatopsie congenite interessano entrambi gli occhi allo stesso modo e restano stabili per tutta la vita.

Le forme acquisite compaiono nel corso della vita, possono riguardare un occhio solo e tendono a modificarsi nel tempo. Le cause più frequenti sono:

  • malattie dell’occhio come cataratta, glaucoma, degenerazione maculare e retinopatia diabetica
  • patologie del nervo ottico, per esempio una neurite ottica
  • alcuni farmaci assunti a lungo, per i quali il medico prevede controlli oculistici periodici
  • esposizione professionale a solventi e ad altre sostanze tossiche
  • l’invecchiamento del cristallino, che ingiallisce e attenua i blu

Un cambiamento recente nel modo di vedere i colori, soprattutto se riguarda un solo occhio, merita sempre una visita oculistica in tempi brevi. Se compare all’improvviso, insieme a un calo della vista o a dolore nei movimenti dell’occhio, serve una valutazione urgente.

Come si fa la diagnosi

La diagnosi spetta all’oculista e parte da un test di screening, le tavole di Ishihara: dischi composti da puntini colorati in cui chi ha una visione cromatica normale riconosce un numero. Le tavole individuano bene i difetti rosso-verde. Per classificare tipo e gravità, o per studiare le forme blu-giallo, si usano test di ordinamento dei colori e, nei centri dedicati, l’anomaloscopio.

Al Santagostino Roma Garbatella la valutazione rientra nella visita oculistica con valutazione della discromatopsia, che ha un costo a partire da 120 euro e comprende l’esame completo dell’occhio. Svolgimento e preparazione sono descritti nella pagina sul test per la discromatopsia.

Come si cura la discromatopsia?

Per le forme congenite oggi non esiste una cura: i coni non si possono sostituire e le terapie geniche sono ancora in fase di ricerca. Le lenti con filtri colorati aumentano il contrasto tra alcune tonalità e ad alcune persone risultano utili, ma non restituiscono una visione normale dei colori.

Nelle forme acquisite la strada è diversa: trattando la causa, per esempio operando una cataratta o rivedendo una terapia insieme al medico, la percezione dei colori può migliorare.

Gestione quotidiana: convivere con la discromatopsia

Una diagnosi precoce conta soprattutto per i bambini. Sapere che un alunno non distingue certi colori evita che una difficoltà visiva venga scambiata per distrazione e permette agli insegnanti di non affidare le informazioni al solo colore. Alcuni accorgimenti utili a ogni età:

  • etichettare pennarelli, cavi e vestiti con il nome del colore
  • usare le app che riconoscono i colori con la fotocamera dello smartphone

Chi sta scegliendo un percorso di studi o di lavoro fa bene a informarsi per tempo: alcune professioni, tra cui pilota, macchinista e diverse carriere nelle forze armate e di polizia, prevedono requisiti sul senso cromatico indicati nei rispettivi bandi.

Dove fare una valutazione a Roma Garbatella

L’ambulatorio di oculistica del Santagostino Garbatella si trova in Via delle Sette Chiese 146 e si raggiunge dalla fermata Garbatella della metro B o con i bus 160 e 30. La sede è aperta dal lunedì al venerdì dalle 7:15 alle 20:00 e il sabato dalle 8:15 alle 13:00. La visita si prenota online oppure telefonando allo 06 84000111, senza impegnativa.