Lombalgia: sintomi, cause, rimedi e tempi di guarigione
La lombalgia è il dolore nella parte bassa della schiena, tra il margine delle ultime costole e i glutei. È tra i disturbi più diffusi in assoluto e nella grande maggioranza dei casi non dipende da una malattia grave: migliora in modo netto nel giro di poche settimane, soprattutto se si resta attivi. Serve il medico quando il dolore non passa, torna spesso o si accompagna ad alcuni segnali d’allarme.
Questa scheda riguarda il solo tratto lombare. Per una panoramica sui dolori dell’intera colonna c’è la guida sul mal di schiena.
Quali sono i sintomi della lombalgia?
- dolore sordo o a fitte nella zona lombare, al centro o da un lato
- rigidità, più marcata al risveglio o dopo molte ore seduti
- peggioramento quando ci si china, si solleva un peso o ci si alza dalla sedia
- muscoli ai lati della colonna duri e contratti
- dolore che può estendersi a gluteo e coscia, senza scendere sotto il ginocchio
Nella forma acuta, il cosiddetto colpo della strega, il dolore compare all’improvviso dopo un movimento e blocca la schiena. Se invece scende lungo la gamba fino al piede, con formicolio o perdita di forza, è probabile l’irritazione di una radice nervosa: è il quadro della sciatica.
I segnali d’allarme
Occorre andare subito al pronto soccorso o chiamare il 112 se al mal di schiena si associano:
- perdita di sensibilità o formicolio nella zona genitale, intorno all’ano o all’interno delle cosce
- difficoltà a urinare o a trattenere urine e feci
- debolezza o formicolio a entrambe le gambe, oppure una debolezza che peggiora
- dolore al petto
- un trauma importante, come un incidente stradale o una caduta dall’alto
Va sentito il medico in tempi brevi quando il dolore compare dopo una caduta anche lieve in una persona anziana o con osteoporosi, si accompagna a febbre o a un dimagrimento non spiegato, non cambia con la posizione e persiste di notte, peggiora rapidamente, oppure riguarda chi ha avuto un tumore, assume cortisone da lungo tempo o ha difese immunitarie ridotte.
Perché ti viene la lombalgia?
In circa nove casi su dieci la lombalgia è definita aspecifica: non è possibile individuare una singola struttura responsabile, perché il dolore nasce dall’insieme di muscoli, legamenti, articolazioni e dischi. I fattori che la favoriscono sono noti:
- sforzi e sollevamenti eseguiti in modo scorretto, movimenti ripetuti
- molte ore nella stessa posizione, seduti o in piedi
- sedentarietà e muscoli del tronco poco allenati
- sovrappeso e fumo
- stress, sonno scarso e tensione prolungata
- gravidanza
In una minoranza di casi il dolore ha un’origine precisa: un’ernia del disco, il restringimento del canale vertebrale, una frattura vertebrale da osteoporosi, lo scivolamento di una vertebra, una malattia reumatica infiammatoria e, più raramente, un’infezione o un tumore. In altri casi il dolore lombare viene da organi interni, per esempio dai reni.
Quanto tempo dura una lombalgia?
| Forma | Durata | Che cosa aspettarsi |
|---|---|---|
| Acuta | Meno di 6 settimane | La più comune: il dolore cala in modo sensibile già nelle prime 2-4 settimane |
| Subacuta | Da 6 a 12 settimane | Conviene una valutazione specialistica e un programma di esercizi |
| Cronica | Oltre 12 settimane | Richiede un percorso strutturato, spesso con più figure professionali |
Le ricadute sono frequenti: molte persone hanno un nuovo episodio entro un anno. Restare fermi a lungo, temere il movimento e trascurare stress e sonno sono tra i fattori che favoriscono il passaggio alla forma cronica.
Come si guarisce dalla lombalgia?
Restare in movimento. Il riposo a letto non accelera la guarigione e, se si prolunga, la rallenta. Conviene continuare le attività abituali nei limiti del dolore, evitando solo i carichi pesanti.
Calore. Una borsa dell’acqua calda o una fascia riscaldante sulla zona lombare rilassano i muscoli contratti.
Farmaci. Antidolorifici e antinfiammatori possono servire per pochi giorni, su indicazione del medico o del farmacista.
Esercizio e fisioterapia. Se il dolore dura più di due o tre settimane o ritorna, il trattamento con le prove più solide è l’esercizio guidato: rinforzo dei muscoli di addome e schiena, mobilità, allungamento. La terapia manuale può affiancarlo; le terapie fisiche strumentali hanno prove di efficacia più limitate e non lo sostituiscono.
Esami solo quando servono. In assenza di segnali d’allarme, radiografia e risonanza magnetica non sono necessarie nelle prime settimane: di solito non cambiano la cura. Possono essere indicate dal medico se il dolore persiste oltre 4-6 settimane o se compaiono perdita di forza o sintomi neurologici che peggiorano.
L’intervento chirurgico riguarda una piccola parte dei casi, in genere legati a una compressione dei nervi che non risponde alle altre cure.
Rimedi quotidiani e prevenzione
- camminare, nuotare o praticare con regolarità un’attività che piace
- interrompere la posizione seduta ogni 30-40 minuti
- regolare la postazione: bordo superiore dello schermo all’altezza degli occhi, piedi in appoggio, zona lombare sostenuta
- sollevare i pesi piegando le ginocchia e tenendo il carico vicino al corpo
- curare il peso corporeo e il sonno
A chi rivolgersi a Roma Garbatella
Per una lombalgia che non migliora il primo riferimento è il fisiatra o l’ortopedico. Al Santagostino Garbatella, in Via delle Sette Chiese 146, la visita fisiatrica e la visita ortopedica hanno un costo a partire da 100 euro; la valutazione del percorso di fisioterapia ha un costo a partire da 30 euro. Nella stessa sede si eseguono radiografie e risonanza magnetica.
La sede si raggiunge con la metro B, fermata Garbatella, e con i bus 160 e 30. Si prenota online o al numero 06 84000111. La sede è aperta dal lunedì al venerdì dalle 7:15 alle 20:00 e il sabato dalle 8:15 alle 13:00.