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Cervicalgia: sintomi, cause e rimedi per il dolore al collo

La cervicalgia è il dolore al collo, cioè al tratto cervicale della colonna, formato dalle sette vertebre che sostengono la testa. Chi dice di avere la cervicale parla di questo. Nella maggior parte dei casi nasce da una tensione di muscoli e articolazioni e si attenua in pochi giorni o settimane con movimento, calore e qualche correzione delle abitudini. Va fatta valutare se dura più di due o tre settimane, se il dolore scende lungo il braccio o se compare dopo un trauma.

Quali sono i sintomi della cervicalgia?

Il disturbo principale è un dolore alla nuca o ai lati del collo, che spesso si estende a spalle e scapole. Si accompagna a rigidità: girare la testa per guardare dietro, per esempio in retromarcia, diventa difficile. Al tatto i muscoli tra collo e spalla sono duri e dolenti.

I sintomi associati

  • Mal di testa che parte dalla nuca e sale verso la fronte, di solito da un lato.
  • Dolore, formicolio o perdita di forza al braccio, fino alle dita: indicano l’irritazione di una radice nervosa, un quadro chiamato cervicobrachialgia. Un formicolio che persiste va sempre riferito al medico.
  • Senso di sbandamento e nausea, riferiti da alcune persone. Il legame con il collo non è sempre dimostrabile, per cui vanno escluse altre cause, a partire dall’orecchio.
  • Stanchezza e difficoltà di concentrazione nelle forme che durano da mesi.

I segnali d’allarme

Bisogna chiamare il 112 o andare al pronto soccorso se:

  • il dolore compare dopo un incidente stradale, una caduta o un colpo alla testa
  • c’è febbre con nuca rigida, forte mal di testa o fastidio alla luce
  • il dolore al collo o alla testa è improvviso, molto intenso e diverso dal solito, soprattutto con vertigini, visione doppia, difficoltà a parlare o perdita di equilibrio
  • compaiono perdita di forza a braccia o gambe, mani impacciate, difficoltà a camminare o a controllare urine e feci
  • il dolore a collo, mandibola, spalla o braccio si accompagna a oppressione al petto, affanno o sudorazione fredda

Va sentito il medico in tempi brevi se il dolore è continuo e peggiora di notte, se c’è un dimagrimento non spiegato o una storia di tumore, se si assume cortisone da tempo o si soffre di osteoporosi.

Cosa può provocare la cervicale infiammata?

L’espressione è entrata nell’uso, anche se spesso non c’è una vera infiammazione: a fare male sono muscoli contratti e articolazioni irritate. Le cause più comuni:

  • posizioni mantenute a lungo: testa in avanti davanti al computer, collo piegato sullo smartphone, guida prolungata
  • stress e tensione, che fanno irrigidire spalle e mandibola senza accorgersene
  • sonno: cuscino troppo alto o troppo basso, abitudine a dormire a pancia in giù
  • sforzi e movimenti bruschi, fino al colpo di frusta negli incidenti
  • sedentarietà, con muscoli di collo e dorso poco allenati
  • freddo e correnti d’aria, spesso indicati come fattore scatenante, anche se le prove scientifiche sono scarse
  • artrosi cervicale, frequente dopo i 50 anni, ed ernia del disco cervicale

Spesso più fattori agiscono insieme. La durata orienta la cura: la forma è acuta sotto le sei settimane, subacuta tra sei e dodici, cronica oltre i tre mesi.

Come sfiammare la cervicalgia?

In assenza di traumi e dei segnali d’allarme elencati sopra, nei primi giorni l’obiettivo è ridurre il dolore senza bloccare il collo.

  1. Calore. Una doccia calda o un cuscinetto termico per 15-20 minuti, più volte al giorno, scioglie la contrattura.
  2. Movimento dolce. Ruotare e inclinare la testa lentamente, restando sotto la soglia del dolore. Il collare va usato solo se prescritto: nella cervicalgia comune tenere fermo il collo a lungo tende ad allungare i tempi.
  3. Pause dagli schermi. Portare il bordo superiore del monitor all’altezza degli occhi e cambiare posizione ogni mezz’ora.
  4. Farmaci per pochi giorni. Antidolorifici o antinfiammatori, per bocca o in gel, su consiglio del medico o del farmacista.
  5. Un cuscino adatto, che tenga il collo in linea con la colonna quando si dorme sul fianco o supini.

Con questi accorgimenti la maggior parte degli episodi migliora nell’arco di una o due settimane.

Come si cura la cervicalgia?

Se il dolore persiste o torna spesso serve una visita, dal fisiatra o dall’ortopedico, per risalire alla causa. Nella maggior parte dei casi il percorso prevede:

  • esercizio terapeutico con il fisioterapista, per rinforzare i muscoli profondi del collo e quelli delle scapole e recuperare mobilità
  • terapia manuale associata all’esercizio; terapie fisiche come tecar e laser possono essere proposte a supporto, ma non lo sostituiscono
  • correzione di postazione e abitudini, senza la quale il dolore tende a ripresentarsi

Radiografia e risonanza magnetica cervicale non sono esami di routine: si richiedono dopo un trauma, in presenza di perdita di forza o di sintomi al braccio che non migliorano, o se dopo alcune settimane il dolore non cala. La chirurgia è riservata a pochi casi: compressione del midollo, oppure di una radice nervosa con perdita di forza o dolore che non risponde alle cure.

Chi soffre anche di dolore lombare trova indicazioni simili nella scheda sulla lombalgia.

A chi rivolgersi a Roma Garbatella

Al Santagostino Garbatella il dolore cervicale viene seguito da più figure nella stessa sede:

La sede è in Via delle Sette Chiese 146 e si raggiunge dalla fermata Garbatella della metro B o con i bus 160 e 30. È aperta dal lunedì al venerdì dalle 7:15 alle 20:00 e il sabato dalle 8:15 alle 13:00; per prenotare ci sono il sito e il numero 06 84000111.